mercoledì 20 luglio 2016

Quanto siete "internet dipendenti? In uscita: "Solitudine digitale" di Manfred Spitzer

In questi giorni in cui i telegiornali trasmettono la follia che si sta verificando nel mondo a causa della realtà aumentata del nuovo gioco "Pokémon Go", non ho potuto fare a meno di soffermarmi su un nuovo libro di Manfred Spitzer che punta i riflettori sull'uso e l'abuso della tecnologia.

«Siamo malati di cyber, ma Spitzer condanna gli eccessi d'uso della tecnologia, perchè, come in medicina, è la dose che fa il veleno...» Frankfurter Allgemeine 


Titolo: Solitudine digitale
Autore: Manfred Spitzer
Editore: Corbaccio
Prezzo copertina: € 19.90
Pagine: 432
Data pubblicazione: 25 agosto 2016

Trama:
La digitalizzazione della nostra vita quotidiana progredisce a ritmi vertiginosi e non sempre questo costituisce un vantaggio. Se per rispondere a qualunque domanda ormai attingiamo al nostro smartphone, indifferenti che le nostre tracce siano registrate, memorizzate e analizzate nelle banche dati per poi essere interpretate, vendute e usate indebitamente, vuol dire che non riusciamo più a fare a meno delle tecnologie digitali, che ne siamo dipendenti. Sono però note a tutti le patologie «cibernetiche» e le conseguenze sulla salute nostra e dei nostri figli dovute all’uso sempre più intensivo di computer, social e giochi elettronici. Non si tratta di ostilità nei confronti della tecnologia, ma di veri e propri effetti collaterali indesiderati come stress, perdita di empatia, depressione, disturbi del sonno e dell’attenzione, incapacità di concentrarsi e di riflettere, mancanza di autocontrollo e di forza di volontà. I bambini, in particolare quelli che non sanno ancora leggere e scrivere, sono danneggiati nelle loro capacità sensoriali, e bullismo e criminalità informatica completano il quadro di una situazione che ci sta sempre più sfuggendo di mano. L’appello che Manfred Spitzer lancia in questo libro è di reagire per non lasciare che le nostre vite siano dominate dalle lobby del settore che ogni giorno ci bombardano con messaggi su quanto siano importanti e utili i media digitali, su come rendano intelligenti i giochi al computer, sul fatto che pc e connessioni Internet devono essere a disposizione di ogni studente, che le scuole devono essere dotate di wireless e che le tecnologie informatiche ci garantiranno un futuro perfetto. Lasciamo ai nostri figli un pianeta devastato, facciamo in modo che non siano le leggi del mercato a dominare completamente le loro vite, occupiamoci della loro istruzione e della loro salute sviluppando le loro capacità critiche, la loro autonomia di giudizio e l’amore per la libertà da cui nascono il rispetto di se stessi e degli altri, colonne portanti di una sana società civile.

Il precedente libro di Manfred Spitzer: "Demenza digitale"

Senza computer, smartphone e Internet oggi ci sentiamo perduti. Questo vuol dire che l’uso massiccio delle tecnologie di consumo sta mandando il nostro cervello all’ammasso. E intanto la lobby delle società di software promuove e pubblicizza gli esiti straordinari delle ultime ricerche in base alle quali, grazie all’uso della tecnologia, i nostri figli saranno destinati a un radioso futuro ricco di successi. Ma se questo nuovo mondo non fosse poi il migliore dei mondi possibili? Se gli interessi economici in gioco tendessero a sminuire, se non a occultare, i risultati di altre ricerche che vanno in direzione diametralmente opposta? Sulla base di tali studi, che l’autore analizza in questo libro documentatissimo e appassionato, è lecito lanciare un allarme generale: i media digitali in realtà rischiano di indebolire corpo e mente nostri e dei nostri figli. Se ci limitiamo a chattare, twittare, postare, navigare su Google… finiamo per parcheggiare il nostro cervello, ormai incapace di riflettere e concentrarsi. L’uso sempre più intensivo del computer scoraggia lo studio e l’apprendimento e, viceversa, incoraggia i nostri ragazzi a restare per ore davanti ai giochi elettronici. Per non parlare dei social che regalano surrogati tossici di amicizie vere, indebolendo la capacità di socializzare nella realtà e favorendo l’insorgere di forme depressive.
Manfred Spitzer mette politici, intellettuali, genitori, cittadini di fronte a questo scenario:è veramente quello che vogliamo per noi e per i nostri figli?

***

Io, lo confesso, sono computer/smartphone e internet dipendente ma la follia che si sta divulgando in questi giorni mi sta comunque lasciando sgomenta. E voi che ne pensate?
Siete anche voi internet dipendenti? Siete anche voi a caccia di Pokémon? :)

9 commenti:

  1. Sono anch'io abbastanza dipendente dalla tecnologia, nonostante posso passare anche una giornata intera senza internet, non è questo che mi fa 'impazzire'. Credo che la tecnologia non sia tutto. La lettura comporta anche questo, evadere dalla realtà e dalla tecnologia (nonostante ci siano gli ebook, ma è un altro discorso).
    Ma comunque no, ancora non capisco tutta questa gente che va a caccia di pokemon e che soprattutto crea situazioni spiacevoli per un gioco. Non lo capirò mai!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non credo di esserne dipendente ma devo ammettere che mi sentirei abbastanza stranita rimanendo senza troppo a lungo. :)
      I pokemon proprio no invece, per ora li lascio liberi XD

      Elimina
  2. non sapevo nemmeno di cosa si parlasse finchè un'amica non mi ha mostrato l'app pokemon e no grazie. La gente è matta perde completamente razionalità per delle sciocchezze.. io mi reputo non dipendente ma buona utilizzatrice. posso tranquillamente stare senza ma se c'è mi va di usare sia la tecnologia sia internet. Diciamo che sono più dipendente da libri e serie tv XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io l'ho scaricata l'app dei pokemon, ho fatto un giro nell'ufficio alla ricerca di questi mostriciattoli ma no.. l'ho disinstallato, non fa per me!
      Internet invece mi crea dipendenza (anche perché senza rimarrei anche senza lavoro :P) ma utilizzandolo per 8 ore in ufficio, dopo il lavoro stacco dedicandomi ad un buon libro e alle serie tv XD

      Elimina
  3. mah.. non lo so se sono dipendente nel senso stretto del termine da internet - cellulari e quant'altro di tecnologico ormai ci avvolga (e travolga); vero è che l'uso che ne faccio è quotidiano e che quando ad es. mi ritrovo per qualche giorno senza pc e internet un po' "mi mancano"...
    Da qui alla follia che imperversa in questi ultimi tempi per sta cosa dei pokemon (che non so manco che è)... ce ne passa...!
    C'è da stare attenti a tenere i piedi ancorati alla realtà vera...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La caccia ai pokemon sta effettivamente diventando una cosa folle, domenica al mare c'erano un mucchio di ragazzini con gli occhi attaccati allo smartphone che non in acqua :/ follia pura!

      Elimina
  4. Io invece come mamma sono fiduciosa, sai? Premetto che con mio figlio giochiamo con la wii e guardiamo i cartoni, ma per il resto continuiamo ad avere una vita molto sana e retrò... alleviamo bruchi, leggiamo (in versione rigorosamente cartacea) Harry Potter, cuciniamo torte, andiamo a scuola a piedi fermandoci ad osservare qualsiasi cosa attiri la nostra attenzione.
    Quello che vedo io, perlomeno osservando i giovanissimi, è che le nuove tecnologie per loro sono pane quotidiano. Le danno per scontate, non so come dirti.. e come tali, vedo che riescono a dare loro il giusto peso. Ok il tablet, ma poi si scatenano al parco dietro al pallone.
    A scuola sua, in prima elementare, hanno seguito un corso sperimentale di programmazione per bambini, per insegnare loro a "dominarle" senza esserne dominati.

    Sai io chi vedo veramente DROGATI dalle tecnologie e dai social? La mia generazione (ho 37 anni) e le precedenti, tutti ossessionati dalla condivisione, tutti intenti a fotografare ossessivamente la qualunque, dal tagliere di affettati misti al tramonto all'incidente stradale. Cinquantenni buttati in pasto a tecnologie che nessuno ha insegnato loro ad utilizzare con criterio ( e con pudore).

    Io, ripeto, per quanto riguarda i bambini di oggi sono molto fiduciosa .. il problema è che noi grandi stiamo nel frattempo distruggendo il mondo che dovremo lasciare nelle loro mani....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono pienamente d'accordo con te ma purtroppo non tutti i genitori hanno principi e abitudini sani come te Leti, il tuo piccolino è fortunato ad avere una mamma che gli dedica del tempo per leggere o per allevare bruchi ma molti genitori scelgono di "piazzare" i figli davanti alla tv o al tablet per ore proprio per sentirsi liberi di fotografare e condividere. Spero fortemente che tu abbia ragione, sono fiduciosa anch'io.. non ho ancora figli ma quando gli avrò cercherò di far capire loro che il mondo reale è molto più colorato e divertente di quello virtuale!

      Elimina
  5. Come dice Angela:"C'è da stare attenti a tenere i piedi ancorati alla realtà vera..."
    Simonetta curatrice di Blog sulla lettura

    RispondiElimina