giovedì 17 marzo 2016

Recensione: "Il principe infernale" di Laura Jelenkovich

Buongiorno ragazzi,
oggi la mia pausa pranzo ho deciso di passarla così, a parlarvi di un libro horror/fantasy con cui ho avuto un rapporto un pò burrascoso. Il libro in questione è "Il principe infernale" di Jelenkovich Laura, pubblicato ad ottobre 2015 da Leone Editore.

Titolo: Il principe infernale
Autore: Laura Jelenkovich 
Editore: Leone
Pagine: 192
Prezzo copertina: € 9.90

Trama:
Durante gli scavi per la metropolitana di Genova viene casualmente scoperta una stanza circolare da cui si sprigiona una malefica sostanza argentea. La stanza di buio è in realtà il luogo dove da un millennio è confinato e medita la sua vendetta il principe infernale Amaymon. Liberato dalla prigionia, Amaymon si ricongiunge con il fratello, Paimon, e inizia a portare morte e devastazione sulla Terra. Il cardinale Eugenio Mangini, la cui mancata elezione a pontefice suscita ancora scalpore, con l'aiuto di due fidati amici e della magia sacra inizia una guerra silenziosa per fermare il piano dei due fratelli e per sigillare definitivamente la stanza di buio.


Recensione
Credevo, quando per la prima volta mi sono trovata di fronte questo romanzo, di avere tra le mani un libro fantasy o almeno questo è il genere in cui viene catalogato ma non è stato esattamente così. In "Il principe infernale" infatti c'è un pò di tutto: horror, fantasy, esoterismo, religione e spiritualità.
Mi chiederete: tutto questo in 192 pagine? Ne sono rimasta un pò sorpresa anch'io ma effettivamente è così! 
Ci sono libri che allungano il brodo su dettagli futili pur di arrivare a 400 pagine e libri che invece in sole 192 pagine vogliono riuscire a farci stare una vera e propria apocalisse moderna.
Questo è il tema principale del libro: Amaymon e Paimon, due demoni spinti dalla sete di vendetta di Lucifero in persona, riescono a riaprire un antico passaggio che collega l'inferno alla terra, la stanza di buio, e a dare il via ad un diabolico piano. 
Tutti conosciamo la storia di Lucifero e tutti sappiamo che prima di diventare ciò che rappresenta oggi, è stato uno degli Angeli che vivevano al fianco di Dio. Spinto dalla presunzione credette di potersi sostituire a Dio e uccise, in segno di ribellione, un altro Angelo bevendone il suo sangue. Per punizione venne scagliato da Dio sulla terra e precipitò così a lungo da andare a finire nel punto più profondo della terra: l'Inferno.
Nel romanzo nato dalla penna di Laura Jelenkovich, Lucifero si serve dei demoni Amaymon e Paimon per portare distruzione e morte sulla terra e soprattutto per riuscire a dar vita all'Anticristo. 
A contrastare il Male, uno strampalato trio composto da: il cardinale Eugenio Mangini, la giornalista Rita che per caso si è ritrovata a fare un servizio proprio nel cantiere in cui risiede la stanza del buio, e Francesco, un semplice tecnico audio coinvolto anche lui per puro caso.
Non so veramente con che parole spiegare la mia sorpresa nel leggere che questo trio improvvisato di salvatori avrebbe dovuto rappresentare il Bene: una giornalista e un tecnico audio a combattere contro due pericolosi demoni?? Il cardinale che grazie alla magia sacra (che in realtà si riduce semplicemente ad un'apparizione della Madonna) riesce a contrastare Lucifero e i suoi demoni??
Non so esattamente come descrivervi il mio disappunto. Per la prima metà del libro ero rimasta particolarmente colpita dallo stile scorrevole e pulito dell'autrice ma più mi addentravo nella storia e più rimanevo di sasso. 
Una buona idea di base, un discreto stile narrativo, poco realismo (cosa essenziale per rendere veritiera una storia fantasy/horror) e frettolosità, tanta frettolosità.
Tra me e questo libro proprio non è scattata la scintilla, mi sono portata avanti la lettura per un tempo infinito e il finale, che dire? E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso! 170 pagine di preparazione e 20 pagine per la spiegazione e l'azione finale. 

Aspettative troppo alte? Spirito sbagliato? Non lo so, fatto sta che questo libro proprio non mi è piaciuto! 



2 commenti:

  1. Anche io ho letto questo romanzo e l'ho recensito su richiesta dell'autrice ma non mi è piaciuto. Personalmente parlando, sono del tuo stesso parere.

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    1. Riuscire a trovare le parole giuste per una recensione quando un libro delude è sempre complicatissimo ma purtroppo quando non va, non va! Passo da te a leggere il tuo parere!

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