lunedì 3 giugno 2013

Recensione: "Garden. Il giardino alla fine del mondo" di Emma Romero

"Garden. Il giardino alla fine del mondo" è il primo romanzo dell'italianissima Emma Romero che decide di fare il suo esordio con uno dei generi più in voga al momento: il distopico. Riuscirà a portare in Italia il clima futuristico e un pò catastrofico tipico di questi romanzi?


Titolo: Garden
Autore: Emma Romero
Editore: Mondadori
Prezzo copertina: 17,00 €
Pagine: 276

Trama:

Italia, Rinascimento del futuro. Maite ha 16 anni ed è la lavoratrice più efficiente nella sua Fabbrica. Ha una passione segreta per il canto e un grande sogno: raggiungere il leggendario Giardino alla Fine del mondo, dove si mormora che vivano dei Ribelli in totale libertà. Perché il mondo di Maite è una prigione. Dopo una lunga guerra, infatti, l’Italia è stata divisa in 8 Granducati e la vita degli uomini è stata riformulata: la musica, la danza, il teatro sono proibiti, se non nella Città del Governo. Non resta che il lavoro durissimo, un sistema di controllo micidiale, la morte certa per ogni infrazione. Tranne che in occasione della Grande Cerimonia annuale, la sfarzosa celebrazione per l’anniversario della Rinascita, a cui tutti sono obbligati ad assistere. Per Maite, quello, diventa il giorno del riscatto: dopo il sequestro della sua migliore amica Erika, decide di far sentire la sua voce al mondo, anche a costo della sua stessa vita. Ad aiutarla nel viaggio verso la libertà, ci saranno il fidato amico Luca, e l’enigmatico Einar, figlio del Governatore.


Recensione
La mia passione per il genere letterario a cui appartiene "Garden" sta crescendo giornalmente, adoro perdermi in realtà diverse da quelle che conosciamo, mi piace lasciarmi cullare dalla fantasia degli autori che  riescono a creare città, regole e abitudini apparentemente così assurde ma tutte estremamente credibili. Il distopico mescola romance, avventura, fantascienza.. ma soprattutto mette a nudo le debolezze e la forza degli uomini. Queste sono le principali caratteristiche che mi hanno fatto innamorare del genere distopico e che ho trovato in Divergent, Hunger Games, Memento e che speravo di ritrovare in "Garden" di Emma Romero.
L'idea di poter finalmente leggere una storia distopica ambientata in Italia mi aveva emozionata e gasata più del solito, ero convinta di poter sentire la storia più vicina a me, conoscendo i luoghi mi ci sarei potuta immedesimare meglio ma...
Emma Romero ha deciso di trascurare questo aspetto, accennando solo superficialmente al fatto che la città in cui si svolge l'intera vicenda, "Amor" si erge sulle rovine dell'antica Roma distrutta, come il resto del Paese, da una terribile guerra.
In un futuro non ben specificato infatti, una guerra si è abbattuta sul territorio italiano distruggendo tutto quel che c'era. I superstiti hanno diviso il Paese in 8 Granducati, hanno eletto un Presidente e soprattutto hanno stabilito delle rigide regole per tutti i cittadini: niente musica, niente arte, cibo razionato, un computer per decidere a quale lavoro si è destinati, microspie e telecamere in ogni angolo... i trasgressori sono puniti con la morte.
Questa è la vita che è costretta a vivere Maite, una sedicenne che nonostante la sua passione segreta per il
canto, è stata assegnata  in fabbrica dal computer. Come tutti gli abitanti, vive nel terrore rispettando le regole, sognando la libertà che si può avere a Garden, sempre attenta a non farsi mai sfuggire una nota dalle labbra, impegnandosi al massimo sul lavoro accanto al collega/coetaneo Luca per non essere accusata di negligenza e sparire. Già, sparire! Ad Amor infatti, di tanto in tanto si perdono le tracce di qualcuno che probabilmente finisce nelle mani dei Giusti (forza dell'ordine al servizio del Presidente).
Per Maite rimane un mistero fino a quando lei, la sua migliore amica e Luca non finiscono nella rete della giustizia. Riusciranno i ragazzi a fuggire, a far aprire gli occhi ai cittadini, a raggiungere Garden?
La storia scivola via molto velocemente anche se non riesce mai a decollare appieno, si ha sempre l'impressione che dietro ogni pagina sia nascosto un colpo di scena mozzafiato ma quel colpo di scena non arriva e personalmente sono rimasta un pò con l'amaro in bocca.
La storia in sé mi è piaciuta, nonostante durante la lettura i flashback di Hunger Games sono stati frequentissimi, ma il romanzo non mi ha convinta appieno. Non sono riuscita a comprendere a fondo i personaggi perché poco caratterizzati sia esteticamente che caratterialmente né ho potuto godere dell'ambientazione perché solo accennata. E poi.. la più grande delusione: il romanzo è stato venduto come autoconclusivo ma il finale sembra più un "to be continued" che un bel "The End!"
Per concludere devo ammettere che mi risulta difficile stabilire se consigliarvelo o no... diciamo che è un romando senza gloria né infamia, non è scritto male ma non è nemmeno il caso editoriale dell'anno quindi se decidete di leggerlo fatelo con poche aspettative!!!



8 commenti:

  1. Ho letto tante recensioni simili. Aspetterò un po' per leggerlo e, quando lo farò, non "punterò alto" :/

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  2. il genere attira anche me, però per appassionarmi sono importanti l'ambientazione e i personaggi entrambi ben delineati, se questo non accade, rischio di non apprezzare in toto il libro, anche se magari potenzialmente ha molte caratteristiche positive.
    questa cosa di "aspettare il colpo di scena" alla prossima pagina mi capita spesso....! è un guaio perchè capita davvero che poi ti crei aspettative che non trovi realizzate :D

    ciao ;)

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  3. @Mr Ink: Dai tranquillamente la priorità ad altro.. non ti perdi nulla di indimenticabile!! ;)

    @Angela: Odio quando succede così, sei convinta che la svolta sta per arrivare ma non arriva mai.. peccato davvero perché la storia di fondo non era male!!

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  4. Mmm... ormai il libro l'ho preso, quindi di sicuro lo leggerò! ;D Però anch'io, come Mr Ink, penso che aspetterò un altro po' di tempo... anche perché fra le distopie, la prossima che vorrei leggere, in inglese, sarà "Legend" di Marie Lu: e non trattandosi del mio genere preferito in assoluto, difficilmente me ne potrei gustare due una di seguito all'altra! XD

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  5. Il libro ce l'ho e all'inizio non vedevo l'ora di leggerlo, le recensioni mi hanno fatto un po' cambiare idea...quando arriverà il suo momento vedrò di non aspettarmi chissà cosa ^^

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  6. @Sophie: Beata te che leggi in lingua! :) Se lo facessi anch'io la mia WL sarebbe interminabile!!!

    @Elena: curiosissima di conoscere il tuo parere, magari la mia delusione è dovuta solo al fatto che pretendo molto dai distopici!!

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  7. Garden mi aveva incuriosito anche a me per le stesse tue motivazioni, insomma: un'autrice italiana che racconta di una storia distopica, è una novità! Avevo letto la trama aprendo il libro, ma ti dirò, mi ha lasciata un pò in sospeso. La prima cosa che solitamente bisogna curare è proprio la trama per far si che il lettori compri o almeno lo legga. Avevo già capito che non sarebbe stato un best seller, per cosìdire. anche se la curiosità di scoprire in cosa assomiglia ad hunger games (alla quale io sono appassionata) è tanta!
    Un bacio e grazie della recensione, adesso andrò a vedere anche i film recensiti da te.

    Ti lascio il link del mio blog, passa a trovarmi, ultimamente ho postato una recensione su The hunt, di Andrew Fukuda!

    Il giardino Segreto
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  8. Ciao Roberta, passo subito da te a leggere la recensione di "The Hunt"... ho già il romanzo in libreria, mi devo solo decidere a leggerlo!! ;)
    Un abbraccio

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