lunedì 8 aprile 2013

Recensione: "Morire dal ridere" di Antonietta Usardi

Buongiorno e buon lunedì a tutti ragazzi! Per iniziare bene la settimana voglio parlarvi di un libro il cui titolo non passa certo inosservato: Morire dal ridere di Antonietta Usardi, gentilmente inviatomi dalla stessa autrice che approfitto per ringraziare!

Titolo: Morire dal ridere
Autore: Maria Antonietta Usardi
Editore: 0111 Edizioni
Prezzo copertina: 13,50 €
Pagine: 120

Trama: 
Il romanzo, opera prima di Antonietta Usardi, ci trasporta piacevolmente nella Chinatown di Milano, il quartiere Paolo Sarpi, per farci conoscere un negozio molto particolare, Una volta e per Sempre, che produce e vende oggettistica per suicidi. In questo luogo surreale, in cui realtà e fantasia si mescolano, troviamo una famiglia convinta che l’esistenza non offra altro che dolore e disperazione ed un bambino, con un nome da rivoluzionario, deciso a dimostrare che la vita può offrire molto altro. Milano. La famiglia di Vincent e Amelia gestisce da molti anni a Chinatown un negozio per suicidi e nella vita non sembra vedere altro che dolore e sofferenza. Un giorno di ottobre piomba nella pace domestica il nipote, il piccolo Robespierre, amante della vita, che con tutto il candore dell'infanzia si propone un'attenta e scrupolosa opera di ottimistico sabotaggio ai danni dell’attività degli zii.

Recensione
In una caotica e affollata città come Milano, le strade pullulano di persone che non riescono più a trovare un motivo per sorridere. Chi è stato appena licenziato, chi vien fuori da un matrimonio fallito, chi soffre di solitudine... per un motivo o per l'altro, tantissime persone sono stanche di vivere! E così a passo strascicato e con lo sguardo spento si recano nell'unico negozio che può regalare loro felicità e pace: "Una volta e per sempre". 
Piccola bottega in cui i coniugi Vincent e Amelia regalano malumore e vendono oggetti per il suicidio: corde per l'impiccagione, armi di ogni tipo, dolci avvelenati, piante e gas velenosi, katane, ecc..  I due coniugi vivono felici nel loro pessimismo e sono soddisfatti di come siano riusciti a trasmettere il loro male di vivere anche ai due figli: Ernest e Sylvia. Il tetro equilibrio della famiglia è perfetto fino a quando in casa non piomba il piccolo nipotino Roberspierre, abbandonato dalla madre e affidato alle cure degli zii. Il nuovo arrivato non si separa mai dal suo pigiamino giallo, ha i capelli arancioni e scompigliati e inonda la sua stanza di disegni! 
Un'ondata di colore e allegria a cui la famiglia non è sicuramente abituata così come non lo sono i clienti del negozio che arrivati lì convinti di non avere più un motivo per vivere, si ritrovano di fronte ad un bimbetto di poco più di sei anni che con una pronuncia bizzarra dispensa complimenti e consigli.


"Morire dal ridere" è un romanzo breve e decisamente ironico in cui l'esordiente autrice Antonietta Usardi sottolinea quanto a volte sia facile ritrovare la felicità anche nei momenti più bui della vita. Il sorriso di un bambino può ridonare la voglia di vivere a chiunque e Roberspierre è il personaggio perfetto per trasmettere questo messaggio!

Le immagini che vedete sono tratte da il film "La bottega dei suicidi", film che ho scoperto solo questa mattina e che è stato presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes nel 2012. Perché vi dico ciò? Perché il film di Patrice Leconte è la copia esatta del libro appena recensito e questo mi ha lasciata alquanto basita tanto che ho chiesto spiegazioni direttamente all'autrice la quale mi ha spiegato che "Morire dal ridere" è una storia nata nel 2008 e che alla scoperta del film di Leconte la sua reazione è stata ovviamente di disappunto.
Ora, non sta a me sentenziare, il libro per me è stata una piacevolissima lettura quindi mi sento comunque di consigliarvelo.. e personalmente credo proprio che guarderò il film per vedere quante effettive somiglianze ci siano! 
Qualcuno di voi l'ha visto?

2 commenti:

  1. Anch'io ho letto questo libro e l'ho trovata una lettura carina. Conoscevo già "La bottega dei suicidi", anche se non l'ho ancora visto, però devo farti sapere che il libro da cui è tratto, "Le Magasin des suicides" dello scrittore francese Jean Teulè, è del 2007. In italiano è intitolato "Il negozio dei suicidi". La trama mi sembra davvero molto simile però, non avendo letto il libro in questione non ho potuto fare confronti. Hai fatto bene a chiedere spiegazioni.

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  2. @Olivia: Grazie per l'approfondimento... effettivamente l'autrice mi ha parlato anche di questo libro ma dicendomi che non l'ha ancora letto... bhu! Non so più che dire!!!

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