mercoledì 1 agosto 2012

Autori esordienti: Eleonora Mazzoni si racconta...

Buongiorno ragazzi, per farmi perdonare per la lunga assenza voglio iniziare questo caldo mese con tanti buoni propositi: ci sono un bel pò di recensioni arretrate, qualche sorpresina per voi (questo mese sceglierò tra gli utenti più attivi un paio di persone a cui inviare un piccolo regalino sperando che possa farvi piacere) e soprattutto tanti autori esordienti in coda per far sentire la loro voce.
Oggi voglio dar spazio ad una giovane autrice che ha da poco fatto il suo ingresso nel mondo della letteratura  riscuotendo grande interesse e approvazione dal pubblico: Eleonora Mazzoni, autrice di "Le difettose"


Titolo: Le difettose
Autore: Eleonora Mazzoni
Editore: Einaudi
Pagine: 184
Prezzo copertina: €. 16,00

Trama: 
Ci sono figli cercati con un'ostinazione cristallina, perché il tarlo della loro assenza scava fino a occupare tutto lo spazio di una vita.
È per questo che Carla comincia a frequentare il «reparto delle donne sbagliate». Dove scopre un esercito allegro e disperato di donne «normali», vitalissime, che percorrono la strada della fecondazione artificiale come la loro personale via crucis. Un eccentrico gineceo, ma soprattutto una specie di grande famiglia, di rete carbonara invisibile a occhio nudo, che protegge e sostiene. Anche quando quel dolore che Carla credeva di aver chiuso in una scatola dentro di sé scappa fuori all'improvviso.
Il racconto divertente e amaro di un mondo multiforme e misterioso, quello della maternità, naturale e artificiale. Un romanzo frizzante, ironico, che sa parlare di emozioni con intelligenza e sincera umanità.




- Ciao Eleonora. Voglio innanzitutto ringraziarti per aver accettato di essere mia ospite e darti un caloroso benvenuto. Leggo dalla tua biografia che i tuoi studi e la tua carriera erano e sono rivolti al mondo della recitazione, come o cosa ti ha spinta invece alla stesura di un libro? 

– In realtà ho fatto il liceo classico e mi sono laureata in Lettere a Bologna con Ezio Raimondi. Ho sempre amato scrivere. Però è vero. La passione e lo studio per la recitazione sono stati così potenti ed esclusivi da distogliermi da ogni altro interesse. La spinta per la stesura del libro è venuta da un'esperienza personale, unita alla consapevolezza che quello che stavo vivendo (e che tantissime altre donne vivevano) aveva l'urgenza e la necessità di essere raccontato. Era come se avessi aperto la porta su un mondo sotterraneo, carbonaro, invisibile ad occhio nudo ma reale, anzi realissimo, vitale (anche se sempre sull'orlo di una crisi di nervi), eccentrico, variegato e ricco di storie incredibili.

– "Le difettose" racconta lo stralcio di vita di una donna in carriera costretta ad affrontare una delle peggiori difficoltà che una donna possa incontrare nel suo cammino: la ricerca di una maternità che tarda ad arrivare. Qual'è il messaggio che hai voluto trasmettere attraverso le voce di Carla? 

– Più che trasmettere un messaggio il romanzo cerca di perlustrare un pezzetto di realtà e di mettere a fuoco delle domande: Cosa c'è di autentico e cosa di imposto in quello che vogliamo? Quando ci sentiamo veramente realizzati? Perché è così difficile esaudire i nostri desideri, perché li perseguiamo (e pagando quali prezzi), perché li abbandoniamo? E, visto che la nostra volontà a volte non basta a perseguire quello che ci prefiggiamo, che rapporto instauriamo con quell'imponderabile che regola le nostre vicende e che possiamo chiamare sorte, destino, karma, Dio. O fortuna, come lo definivano i latini, tanto amati da Carla. 

– "Le difettose" è il tuo primo romanzo, com'è stato l'approccio con il mondo dell'editoria? 

– Abbastanza semplice. Credo di essere stata fortunata perchè ho trovato persone serie che mi hanno letto in tempi brevi e in tempi brevi hanno deciso di pubblicarmi. 

– Quali sono gli autori che ti hanno avvicinata al mondo letterario e magari ispirata nel tuo percorso creativo? 

– Gli autori che amo sono tanti e credo, anche se possono sembrare molto distanti dal mio libro, di portarmeli sempre appresso. Tra questi ci sono chiaramente scrittori di teatro. Ma anche la poesia, soprattutto in certi anni, è stata importante. E il cinema. Direi quindi (facendo volutamente voli pindarici) Cechov e Genet, la letteratura francese dell'Ottocento, Rimbaud, Dickinson e Ungaretti, Lubitsch e Truffaut, la letteratura americana contemporanea. 

– Per concludere voglio chiederti la cosa che chiedo alla maggior parte degli autori: qual'è il punto di forza che dovrebbe spingerci ad acquistare e leggere "Le difettose"? 

– Spero la costruzione accurata dei personaggi, fatti di carne, psiche, umori, debolezze, malinconie, allegria e forza. Filippo La Porta su Il Messaggero definisce Carla "un personaggio vitalissimo destinato ad abitare per un po' l'immaginario dei lettori". E gliene sono grata. Perchè era uno degli obiettivi mentre scrivevo: creare non figurine bidimensionali (di cui spesso sono popolati i libri) ma esseri umani a tutto tondo. E poi credo di aver gettato luce su un universo che alla maggior parte risulterà sconosciuto(e che invece è molto vicino a tutti a noi, anche se non se parla per vergogna o paura dei giudizi).

***

Ringrazio ancora di cuore la gentilissima Eleonora che ha accettato di essere mia ospite, in bocca al lupo per tutto! 
E voi che mi dite? Avete letto "Le difettose"? Vi incuriosisce?

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