sabato 14 gennaio 2012

Recensione: "Picabo Swayne. Le storie della camera oscura" di Alessandro Gatti e Manuela Salvi

Una storia bellissima ambientata in un mondo futuro che vuole cancellare tutti i ricordi.Una ragazzina che grazie a una macchina fotografica magica può salvare il mondo dalla rovina.

"Picabo Swayne. Le storie della camera oscura", romanzo distopico scritto a quattro mani da Alessandro Gatti e Manuela Salvi e ambientato in un futuro catastrofico, il 2095. E' disponibile in tutte le librerie dal 24 novembre 2011, edito Fanucci.

Titolo: Picabo Swayne. Le storie della camera oscura
Autore: Alessandro Gatti, Manuela Salvi
Editore: Fanucci
Prezzo copertina: 9,90 €
Pagine: 256

Trama:
A Coldbay, città del futuro in cui il governo controlla l’esistenza dei cittadini, la quindicenne Picabo Swayne ha un segreto: una misteriosa macchina fotografica che le permette di vedere il passato. 
Red Bricks, detto anche ‘Quartiere Vecchio’, non è solo il cuore di Coldbay e l’unico angolo rimasto umano nella grigia città, ma anche la casa di Picabo: da quando sua madre è scomparsa misteriosamente, come molti altri adulti di Coldbay, Picabo e il suo gatto vivono soli, in mezzo agli artisti e ai ribelli contrari allo stile di vita imposto dal governo. I Quattro Reggenti al potere hanno infatti dichiarato lo stato di emergenza e isolato tutte le città per via di pericolose polveri disperse nell’aria; in nome della sicurezza nazionale, hanno anche confiscato tutti i beni ritenuti sospetti, inclusi libri, computer e tutto quello che può lasciare spazio ai ricordi.La macchina fotografica di Picabo però ha la straordinaria capacità di immortalare il soggetto inquadrato così com’era nel passato. Esiste anche una leva per attivare la modalità ‘futuro’, ma non ha mai funzionato… Qualcuno però vorrebbe tanto mettere le mani sulla macchina di Picabo… Sarà l’inizio di una serie di scoperte sconvolgenti, che la porteranno a esplorare il sottosuolo di Coldbay, sulle tracce della madre scomparsa, con l’aiuto dei suoi amici e degli indizi ricavati dalle fotografie.

Recensione.
"Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente." 
- 1984, Orwell -

George Orwell, pioniere del genere distopico che con il romanzo "1984" ha descritto in modo molto dettagliato  i meccanismi totalitari di controllo del pensiero, è stato per i due giovani scrittori italiani un maestro ed uno spunto. "Picabo Swayne. Le storie della camera oscura" sembra infatti essere un vero e proprio omaggio ad Orwell di cui si trovano delle citazioni nel libro stesso. E' stato veramente un piacere scoprire che l'unico libro rimasto in possesso alla giovane protagonista è proprio "1984", storia che la protagonista sente molto vicina e che l'aiuta a trovare la forza e il coraggio per ribellarsi. 
E' il 2095 e a Coldbay la Crisi Energetica Globale ha costretto i cittadini a vivere praticamente reclusi, succubi del governo che controlla le scelte e l'esistenza di ogni cittadino, circondati da quello che prima era il mare e che dopo la Crisi è diventata una distesa di rifiuti tossici e animali mutanti, costretti a razioni di cibo ed elettricità ridottissimi, marchiati con un numero seriale, costretti a soli sedici anni ad unirsi in matrimonio e procreare. Nessuna libertà di scelta quindi per gli uomini che vivono a Colbay, convinti di non avere altra scelta che accettare quello che viene loro imposto. Ma Picabo è una ragazzina sveglia che ha eredita dalla madre una speciale macchina fotografica ma soprattutto una grande curiosità verso quello che lì a Coldbay è proibito: il passato e il futuro. Ed è proprio questo che la macchina fotografica riesce a catturare sulla pellicola, immagini di un mondo che non c'è più, un mondo in cui la gente era felice e si divertiva, un mondo in cui le ragazze erano libere di scegliere quando e con chi sposarsi, un mondo che secondo il Governo non esiste più. Ma qual'è la verità? Oltre la massa di rifiuti e lo scudo protettivo per l'aria ci saranno veramente solo veleni tossici e morte? 
Con molta semplicità i due scrittori descrivono le abitudini e le paure dei cittadini di questa cittadina/prigione tanto che in alcuni momenti è inevitabile sentirsi in trappola tanto si è coinvolti dalle esperienze e dalle disavventure di Picabo e dal resto dei personaggi che la circondano e la aiutano: Axel, Penelope, Fitz, Myra, Barnaba Cox, l'Uomo del Giardino, ecc... tutti personaggi poco caratterizzati e poco descritti ma che hanno comunque una notevole importanza nella storia. Credo che la scelta di lasciare il carisma di questi personaggi un pò in penombra sia stata una scelta giusta perché in questo modo A.Gatti e M.Salvi hanno dato maggiore importanza a quello che è il messaggio del libro: non si capisce l'importanza della propria libertà fino a quando non ci viene negata!

"Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro"


Lettura consigliatissima a tutti gli amanti del genere. Non date retta al fatto che il libro sia consigliato ad un pubblico estremamente giovane perché credo che solo chi è più adulto può realmente capire il messaggio dei due scrittori!

4 commenti:

  1. un libro interessante..buona recensione

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  2. Fantastica recensione, è una delle mie prossime letture!

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  3. Sono contenta che la recensione ti sia piaciuta Glinda, passerò senz'altro a leggere la tua recensione! :)

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