martedì 27 dicembre 2011

Lucky Reviews #1: recensione "Il domani che verrà"

Eccoci al primo vero appuntamento con la rubrica "Lucky reviews" di cui vi avevo già anticipato qualcosa QUI e che ricordo nasce con l'intento di ospitare le recensioni degli utenti che hanno ricevuto in omaggio dei libri attraverso i giveaway del blog e che hanno voglia di dire il loro parere sul libro ricevuto! 
In questa prima puntata leggeremo la recensione di Bluewings che si è aggiudicata qui una copia del romanzo "Il domani che verrà" di John Marsden. Lascio a lei la parola ma prima voglio ringraziarla di cuore per avermi inviato questa recensione!






“Da qualche parte, là fuori, Ellie e i suoi amici si stanno nascondendo. Sono sotto shock, terrorizzati, soli. Non hanno armi, solo il loro coraggio. Non possono contare su nessuno, solo su se stessi. Non gli rimane più nulla, solo l’amicizia. Il paese è stato invaso. Le famiglie imprigionate. Otto ragazzi sfideranno l’inferno per riconquistare il loro futuro.”


Titolo: Il domani che verrà  (The Tomorrow Series)
Autore: John Marsden
Editore: Fazi Editore
Pagine: 250
Prezzo  copertina: 14.90 €
 
Trama:
Australia, contea di Wirrawee. Nella campagna vicino Melbourne la vita scorre lenta e monotona, ma otto ragazzi hanno trovato un modo di sconfiggere la noia che li assale ogni estate: una gita nella natura selvaggia del bush australiano. Macchina, bagagli, tende, provviste: è tutto pronto. La loro destinazione è Hell, un paradiso chiamato Inferno, una radura luminosa e isolata che sarà la loro casa per una settimana. Davanti al fuoco a raccontarsi storie, a scambiarsi i primi baci e leggere classici di altri tempi, i ragazzi non sanno che al ritorno la loro vita non sarà più la stessa. Le case vuote, gli animali domestici morti, un'aura di desolazione che avvolge ogni cosa. L'Australia è stata occupata da forze militari sconosciute e i civili sono scomparsi, costretti in enormi prigioni all'aperto: tra i detenuti ci sono i genitori, i fratelli e le sorelle. Sconfitte la paura e l'incertezza, l'angoscia e la fragilità, i ragazzi sceglieranno di combattere per riprendersi il proprio avvenire, sapendo che l'unica possibilità di salvezza è nelle loro mani.

Recensione.

Il  4 novembre 2011 uscirà al cinema un film tratto da questo libro, come messo bene in evidenza dalla fascetta che accompagna il libro: ora che l’ho letto sono curiosa di vedere come il regista deciderà di concludere il film e se rivelerà ciò che è scritto nei volumi successivi.
Già, perché questo è solo il primo di sette libri scritti dall’autore fra il 1993 ed il 1999.
Gli scenari descritti nel libro si basano su luoghi reali dell’Australia. Mi piace il contrasto fra  la vastità della campagna che fa pensare alla libertà ed il piccolo villaggio occupato dove l’atmosfera è opprimente.
La voce narrante è quella di Ellie che ci fa conoscere i ragazzi protagonisti insieme a lei e ci racconta della loro avventura.
Il periodo è quello degli anni ’90.
I personaggi sono ben delineati . Si tratta di una narrazione molto veloce che non si perde in fronzoli e viene subito al dunque senza giri di parole.
C’è molta azione, ed è molto spettacolare, ma è interessante scoprire che i ragazzi rimangono tali anche se compiono azioni “da film”.
Vi è anche spazio per i sentimenti, sono molto ben descritte le emozioni che provano i ragazzi, i loro pensieri, le loro paure.
Viene reso molto bene il senso di disorientamento che provano al loro ritorno a casa. La solitudine è tanta, ma la cosa bella è che questi ragazzi  reagiscono creando un legame stretto fra loro, rimanendo uniti ed incoraggiandosi l’un l’altro.
La leggenda di cui si parla, dell’eremita vissuto per molti anni nell’Inferno, è una storia a mio parere molto triste e che fa molto riflettere. Si dice che un uomo si rifugiò là in seguito all’accusa di aver ucciso moglie e figlio. I ragazzi  troveranno le sue tracce e verranno a conoscenza della terribile decisione che dovette prendere. Un piccolo cameo che non ha importanza ai fini della storia, ma che mi ha molto emozionata.
Purtroppo in questo volume rimangono molte cose in sospeso. Per me è un lato negativo poiché non mi piace dover attendere l’uscita dei volumi successivi per sapere come andrà a finire.
Spaventa il pensiero che quello che viene raccontato potrebbe benissimo accadere anche a noi e ai nostri figli.
E’ un buon libro che mi sento di consigliare.

Una frase:
“Sai, quando siamo arrivate alle superiori mi guardavo indietro con un sorriso e pensavo: Dio mio com’ero ingenua una volta! Credevo a Babbo Natale e alla fata dei dentini, e che la mamma appendesse i miei disegni in cucina perché erano dei capolavori. Ma ora ho imparato una cosa: fino a ieri eravamo innocenti come allora. Non credevamo a Babbo Natale, ma avevamo altre illusioni. La più grossa è quella che hai detto tu: ci credevamo al sicuro, e di colpo abbiamo imparato che non è così. E non lo sarà mai più.”




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