mercoledì 3 agosto 2011

Recensione: "Il club dei suicidi" di Albert Borris

"Il club dei suicidi":primo libro di Albert Borris, uno psicoterapeuta specializzato in problemi giovanili. Un romanzo duro, tragico e profondo che affronta un problema davvero delicato ma lo fa con un pizzico di ironia e leggerezza. Il tema in questione è facilmente intuibile dal titolo stesso, il libro parla infatti di rapporti familiari, autolesionismo e suicidio.


Titolo: Il club dei suicidi
Autore: Albert Borris
Editore: Y Giunti
Prezzo copertina: 14,50 €
Pagine: 294

Trama:
I "Suicide Dogs", quattro teenagers sconclusionati, si trovano legati da un patto di morte. Dopo essersi conosciuti in una chat per aspiranti suicidi, decidono di partire dal New Jersey e attraversare il paese in un pellegrinaggio che tocca le tombe delle loro celebrità preferite morte togliendosi la vita, dalla poetessa Anne Sexton, a Kurt Cobain, passando per Judy Garland, Ernest Hemingway e Hunter S. Thompson. Un rituale che nei patti deve preludere al loro stesso suicidio. E qual è lo scenario che hanno scelto per il traguardo? Naturale: la Death Valley.

Ecco i dieci modi peggiori e più stupidi per suicidarsi descritti nel libro:
10. Fare finta di avere una pistola e di sparare alla polizia
9. Soffocarsi con un sacchetto di plastica
8. Arruolarsi
7. Saltare giù dal tetto di una casa
6. Leccare una presa elettrica
5. Tagliarsi i polsi con un coltello di plastica
4. Fumare e aspettare che ti venga il cancro
3. Starsene in piedi su una collina sotto la pioggia con una gruccia di metallo in mano e aspettare un fulmine
2. Overdose di lassativi! (dovrebbe essere al primo posto)
1. Ascoltare i Nirvana in macchina finché il cervello non ti va in pappa.
Recensione.

Cinque buoni motivi per leggere "Il club dei suicidi":
1. Uno stile ironico e semplice per un argomento molto complesso
2. Un ritmo frizzante che rende il romanzo estremamente scorrevole
3. Personaggi ben delineati con una storia coinvolgente
4. Una storia ricca di valori ed emozioni
5. Un, se pur strano, inno alla vita

Quattro ragazzi giovanissimi: Owen, voce narrante del libro, ragazzo timido e riservato che dopo la morte del fratello ha tentato il suicidio per ben 7 volte; Jin-Ae, ragazza con una gran paura di non esser accettata dai genitori e dal resto del mondo per la sua omosessualità; Franck, ragazzo trasandato, con una situazione familiare difficile per via dell'alcolismo del padre; Audrey, la più piccola del gruppo ma la più spigliata ed estroversa convinta che ai genitori non importi nulla di lei. Quattro ragazzi completamente diversi tra loro, uniti  da un'unica cosa: la voglia di suicidarsi.

Internet per conoscersi, poche chiacchiere in chat, una macchina e pochi soldi per intraprendere un viaggio... l'ultimo viaggio verso la fine di tutto, l'ultimo viaggio per ripercorrere le tombe o le case di personaggi famosi anch'essi suicidi, un viaggio per scoprire emozioni nuove, sentimenti mai provati... un viaggio per capire che forse anche loro possono e meritano di essere felici. 

Un libro nato e sviluppato per un pubblico giovane, con uno stile scorrevole e fresco che permette al lettore di "divorare" la storia in poche ore e se pur contrariati dall'argomento in sè, vi assicuro che la curiosità crescerà comunque con l'avanzare dell'avventura dei quattro ragazzi. Un'avventura coinvolgente e ben raccontata ma... bisogna ammettere che, se pur scritto in modo leggero e ironico, rimane pur sempre un argomento un pò rischioso: un libro educativo può facilmente passare nella lista dei libri diseducativi perché il messaggio lanciato da Albert Borris, può tranquillamente essere recepito male. 

Il bisogno dei quattro protagonisti di trovare un modo per farsi "ascoltare", di urlare al mondo che tutti hanno il diritto di essere felici, il loro modo di capire il vero senso e il piacere di essere vivi, il loro modo di imparare a vivere e ad accettare le difficoltà che tutti prima o poi dobbiamo affrontare... il modo di Albert Borris di fare arrivare, soprattutto agli adolescenti, il proprio inno alla vita è senza dubbio discutibile ma allo stesso tempo apprezzabile e coraggioso.
Spero che i giovani lettori recepiscano il giusto messaggio!



Ecco la lista delle 10 ragioni di Owen per continuare vivere:

10. Le stelle in un cielo superbuio;
9. Guidare per il paese;
8. I Nirvana;
7. Mia mamma;
6. Il nostro branco di cani;
5. Il Bingo gay;
4. Lottare nel fango;
3. Baciare;
2. I tatuaggi col pennarello;
1. I calzini rosa.

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