lunedì 22 agosto 2011

Recensione: "Fuga in sé minore" di Franco Nanni

Dopo aver lasciato il blog silenzioso per un pò di giorni ritorno con qualche interessante recensione... e già, perché anche se mi sono presa una piccola vacanza, non ho resistito a portarmi appresso qualche libro. E voi, siete rientrati dalle vacanze? Vi siete goduti qualche bel romanzo in relax?

Titolo: Fuga in sé minore
Autore: Franco Nanni
Editore: Foschi
Pagine: 192
Prezzo copertina: 16,00 €

Trama:
I giovani che negli anni Settanta lottavano per il libero amore e per una società più giusta chi sono oggi? E, soprattutto, hanno messo in pratica gli ideali in cui credevano? Bruno, professore quarantenne protagonista di “Fuga in sé minore”, risponderebbe molto probabilmente che sta ancora cercando un'altra possibilità di realizzare le sue aspirazioni, perché, come cinicamente riconosce, “fu in nome della libertà di scelta che optò per il sogno di un amore perfetto che non si avverò mai. Fu in nome della libertà di scelta che non operò alcuna scelta”. E anche per questo si imbarca nella complicata storia d'amore con la giovanissima Serena, sua ex alunna, cercando un riscatto ideale a una vita vissuta in fuga, prima di tutto da se stesso.Ma il dubbio rimane, in Bruno e nel lettore, che in realtà abbia ragione Lucia, convinta fautrice del libero amore ed oggi donna in carriera, quando afferma: “Non era questa, in fondo, la grande lezione che gli anni Settanta hanno lasciato in eredità al genere femminile in Occidente: che l'orgasmo è un prodotto, un prodotto come un altro, che si può quindi ottenere con l'apposito know how?”


Recensione.
Bruno: professore di storia, quarant'anni, single, voce narrante del libro. Un uomo con una vita estremamente semplice, quasi banale: lavoro, casa, supermercato, di tanto in tanto un'uscita con una donna che non ama e che non lo ama... una vita come un'altra di un quarantenne che trascorre le sue giornate a ricordare anni migliori, anni in cui credeva e lottava per degli ideali, anni in cui si ribellava al sistema e all'omologazione, anni in cui amava con il corpo e con l'anima, anni in cui si sentiva vivo. 
"Fuga in sé minore" è tutto questo, una sorta di diario del protagonista ed ovviamente di alcuni dei personaggi coinvolti nella sua vita. Come ad esempio Serena, la studentessa di cui Bruno si innamora perdutamente. 
Una storia d'amore tra la studentessa e il professore maturo ma ancora affascinante... non è esattamente il massimo in quanto ad originalità però devo ammettere che lo scrittore Franco Nanni è riuscito a raccontarla in modo abbastanza coinvolgente. Perché dico abbastanza? Perché non sono riuscita a godermi per intero la storia, continuamente interrotta dai flashback del passato rivoluzionario e dalle noiose nozioni di pedagogia (che se pur brevi sono state veramente fastidiose). "Fuga in sé minore" è infatti il primo romanzo di Franco Nanni che sino ad ora ha pubblicato numerosi lavori di saggistica, psicologia e sociologia e che credo non sia riuscito a lasciarsi andare appieno. A parer mio, un romanzo per essere un "buon" romanzo deve necessariamente essere intriso di sentimenti, ma non solo dei sentimenti "irreali" dei personaggi inventati o descritti, ma deve essere carico dei sentimenti dello stesso autore che devono giungere al lettore come una una folata di vento improvvisa, inattesa, emozionante.
Ovviamente nulla da ridire sullo stile linguistico dell'autore: sempre ricercato, ma al tempo stesso accessibile a tutti. Peccato veramente per la scelta narrativa (motivo per cui ho impiegato circa 10 giorni per terminare un libro di appena 192 pagine). Il mio consiglio personale allo scrittore è: se scriverà ancora dei romanzi (cosa che ovviamente le auguro) ci metta di più il cuore e meno la razionalità!

Vi lascio qui un piccolo estratto in modo che possiate farvi un'idea:

Nessun commento:

Posta un commento