lunedì 9 maggio 2011

Recensione: "Break. Ossa rotte" di Hannah Moskowitz

Giunti Editore, nella collana Y, ha da poco pubblicato un libro il cui estratto ha lasciato tutti sconcertati: 


Con la botta di oggi, fanno 2 femori + 1 gomito + 1 clavicola + 1 piede + 4 dita della mano + 1 caviglia + 2 dita del piede + 1 rotula + 1 perone +1 polso + 2 costole. Totale = 17 ossa rotte. Ne mancano 189.
Collisione. La prima sensazione è un dolore che conosco, un dolore sordo, il rumore del mio corpo che incontra il cemento. Mi preparo mentalmente al dolore vero — sarà tremendo, ma almeno ci sono abituato. E invece no. A questo dolore non sono affatto abituato. Mi sta letteralmente esplodendo un braccio. Ogni singolo tendine, ogni muscolo, ogni osso e tutto un fianco mi vanno a fuoco, corpo che schiaccia corpo, un dolore arancione e orrendo, il peggiore che abbia mai provato. Non appena riesco a prendere fiato, urlo.

Sto parlando di Break. Ossa rotte, romanzo d'esordio della giovanissima Hannah Moskowitz che ha dato vita a questa sconcertante storia a soli 15 anni.

Titolo: Break. Ossa rotte
Autore: Hannah Moskowitz
Editore: Giunti Y
Prezzo copertina: 14,50 €
Pagina: 288


Trama:
Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.

Recensione.

"Il diciassettenne Jonah ha una missione disperata da compiere: rompersi sistematicamente e volontariamente tutte le ossa del suo corpo."



Jonah, diciassette che ama la vita, ama la sua ragazza, ama la compagnia della sua migliore amica e soprattutto ama la sua famiglia... in particolare il fratello Jesse affetto da un fastidioso e pericoloso disturbo alimentare che lo tiene sospeso su un sottile filo tra la vita e la morte. Jesse non può mangiare nulla, non può sfiorare né sentire l'odore di uno dei cibi a cui è allergico, ha continue crisi in cui rischia la vita... e Jonah ha paura di perderlo!
La vita di Jonah ruota attorno alla sofferenza del fratello diventando la sua sofferenza e costringendolo ad essere forte.... per Jesse, per i genitori che non fanno altro che litigare, per il fratellino di otto mesi che non fa altro che piangere. Jonah deve essere forte per loro! E l'unica soluzione possibile è spezzarsi tutte le ossa del corpo perché, secondo Jonah, un osso rotto nella guarigione ricresce più forte e quindi... se riuscisse a rompersi tutte e 206 le ossa che costituiscono il suo scheletro, sarebbe forte abbastanza per sopportare le difficoltà che lo circondano.
Hannah Moskowitz, nonostante l'innocenza della sua età riesce ad immergersi e a far immergere il lettore nella psiche di questo ragazzo affetto da autolesionismo. Con un linguaggio quotidiano, delinea il profilo caratteriale del protagonista e scova a fondo nella sua interiorità. La storia cresce con l'avanzare delle pagine diventando via via più profonda, pur lasciando un certo amaro in bocca nel finale. 
E' una storia cruda e provocatoria che la scrittrice propone senza nessun gingillo linguistico ma al contrario con un linguaggio tipico degli adolescenti (pubblico a cui è effettivamente rivolto il libro), è una storia senza dubbio originale che pone all'attenzione un problema raramente affrontato negli young adult... ma soprattutto è una storia in cui se anche in modo strano viene elogiato l'amore, un amore puro e incondizionato verso la propria famiglia ma anche verso la vita.

6 commenti:

  1. Da quanto ho potuto capire (dall'estratto, dalla trama e dalla tua recensione) è un libro veramente forte (nel senso "di forte impatto" - senza giochi di parole), grudo...
    E la cosa più "scioccante" è che sia stato scritto da una quindicenne.
    Mi viene da pensare cosa avrà passato, cosa ha vissuto l'autrice per scrivere un libro così a soli quindici anni???

    Penso che per questa volta passerò...
    sai ancora mi devo riprendere dopo la lettura di "Proibito".

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  2. Bhé se li mettiamo a confronto... è senza dubbio più forte "Proibito"!
    Break... pur trattando un tema forte non lo fa pesare, ci va giù pesante solo nella descrizione delle ossa rotte (ma niente di sconvolgente)!
    Per quanto riguarda la vita della scrittrice... sinceramente non lo so, non credo ci sia qualcosa di autobiografico nel libro!

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  3. Mamma mia... no no, non credo proprio che lo leggerò mai! Già solo leggere la trama mi ha fatto venire un misto di fastidio e rabbia... non chiedermi il perché della rabbia, non lo so nemmeno io! Di solito però cose come queste mi fanno innervosire più che rattristare... boh...

    Un bacione!;)

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  4. Ragazze però non soffermiamoci solo sull'estratto... la storia in fondo va oltre e, mostrando i lati più tristi e duri, vuole comunque essere un inno alla vita!
    Io non lo scarterei a priori! ;)

    Un bacio a te Chiara!

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  5. No beh, ci credo che c'è anche dell'altro!;) Ma anche se alla fine il messaggio che viene dato è positivo, io mi rifiuto proprio di leggerlo :P Sono i tipici argomenti con cui non voglio avere a che fare, perché riescono solo a farmi venire ansia e rabbia; anche quando mi capita di sentire certe storie alla tv... mi girano proprio, non posso farci niente! Ricordo ad esempio quando a scuola, al penultimo anno delle superiori, ci avevano fatto leggere "La solitudine dei numeri primi" (non so se tu l'hai letto); a parte che non mi piaceva per niente come era scritto, i due protagonisti anziché farmi provare tristezza per la loro condizione mi trasmettevano solo angoscia e voglia di prenderli a calci... ho dovuto interromperlo a tre quarti perché non ne potevo più! (li sto paragonando perché in entrambi i libri si parla di adolescenti con vari problemi esistenziali e autolesionisti)
    Non posso farci niente, sono fatta così!;P

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  6. Certo Chiaretta, ovviamente ognuno ha i suoi gusti... io ho precisato affinché non venisse fraintesa la mia recensione!! ;)
    Un abbraccio!

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