giovedì 7 aprile 2011

Recensione: "La contessa nera" di Rebecca Jhons

Ho atteso a lungo di leggere la storia di uno dei personaggi storici e leggendari che più mi affascina, raccontata dalla scrittrice Rebecca Jhons: la storia della contessa Erzsébet Báthory racchiusa nel libro "La contessa nera" pubblicato dalla casa editrice Garzanti a febbraio 2011!

Titolo: La contessa nera
Autore: Rebecca Johns
Editore: Garzanti
Pagine: 324
Prezzo: € 18,61 

Trama:
Ungheria, 1611.
L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna elegante, austera e vestita completamente di nero è sveglia da ore. Sta fissando, attraverso una piccola feritoia nel muro, un pezzo di cielo che volge all'azzurro mentre le stelle lentamente scompaiono. Sa che quello squarcio di cielo è l'unica cosa che riuscirà a guardare per il resto della sua vita. L'ultima pietra che, per decreto del palatino, la condanna a essere murata viva in quella stanza è appena stata posata. Ma la contessa Erzsébet Bathory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita. Erzsébet è solo una bambina innamorata dei libri quando, nella dimora in Transilvania dove vive insieme alla sua famiglia, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non potrà mai dimenticare. Neanche quando, a soli undici anni, è costretta a sposare l'algido, freddo e violento Ferenc Nadasdy; Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sarvar è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Questo le procura non pochi nemici e coincide con l'emergere dell'anima più nera della donna. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Si tratta di una cospirazione? O siamo di fronte a una donna malvagia e perversa? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere e lottare in un mondo dominato dagli uomini? 

Recensione.
Erzsébet Báthory, conosciuta anche come Elisabetta Bathory e soprannominata Contessa Dracula o Contessa Sanguinaria, fu una leggendaria serial killer ungherese considerata la più famosa assassina seriale sia in Slovacchia che in Ungheria. Personaggio temuto e misterioso attorno al quale sono nate molteplici leggende. Si narra infatti che per passare il tempo la contessa usasse frequentare diverse streghe e maghi, prendendo parte ad una serie di riti esoterici. Fu proprio quest' avvicinamente alla magia nera a renderla ancora più sadica di quanto per natura era nel punire la sua servitù. Si dice che un giorno, dopo aver schiaffeggiata una delle sue serve, alcune gocce di sangue colarono dal naso di questa sulla mano della contessa. La Báthory credette, in seguito, che in quel punto specifico della mano la sua pelle fosse ringiovanita. Chiese agli alchimisti delucidazioni. Costoro, pur di compiacerla, si inventarono la storia che raccontava di una giovane vergine il cui sangue aveva avuto effetti analoghi sull'epidermide raggrinzita di un aristocratico. La Báthory, finì con il convincersi che fare abluzioni nel sangue di vergini giovani (in particolare della sua stessa classe sociale), o di berlo, quel sangue, quando queste fossero state particolarmente avvenenti, le avrebbe garantito la giovinezza eterna.

Rebecca Jhons in "La contessa nera" non fa altro che riprendere in mano la vita di questa strana e sanguinaria contessa, spogliandola di tutte le leggende e fornendoci quella che (ovviamente secondo la scrittrice) è la vera storia di questa donna, rendendo la stessa protagonista la voce narrante del romanzo.
E' infatti attraverso il diario che Elisabetta Bathory scrive al suo amatissimo figlio nei giorni di prigionia, che ripercorriamo in modo dettagliato tutti gli anni e gli eventi più importanti della vita della nobildonna. 
Cercando forse di giustificarsi agli occhi di un figlio che non ha più modo né di vedere né di riabbracciare perché costretta a rimanere per il resto della sua vita segregata nel suo castello e murata viva, la donna racconta la sua infanzia ribelle in cui già faceva capolino la sua vera anima violenta. Già da bambina infatti osserva e si compiace di uno spettacolo raccapricciante compiuto dal suo stesso padre nei confronti di uno zingaro, il quale era accusato di aver venduto la sua bambina. L'uomo viene punito in modo sadico: cucito nel ventre di un cavallo e lasciato lì a morire lentamente. Elisabetta Bathory, invece di esserne terrorizzata, si sente appagata e compiaciuta dalla sofferenza dell'uomo.
La contessa diviene "adulta" a soli undici anni, età in cui si ritrova accanto ad un uomo freddo e violento sempre lontano dal castello per via delle battaglie ritrovandosi così a dover prendere in mano le redini della proprietà, a dover fronteggiare i mille problemi che sorgono di continuo tra la servitù e soprattutto a cercare in tutti i modi di farsi rispettare.
E' proprio in quel periodo che la Contessa inizia a far affiorare la sua natura violenta torturando in modo brutale le povere ragazze al suo servizio anche per futili motivi, portando alcune addirittura alla morte.


Rebecca Jhons riesce, attraverso il suo stile semplice ma affascinante, a ricreare perfettamente il clima austero e maschilista che vi era nell'epoca in cui visse la Contessa Bathory. Non pone censure o filtri, ma in modo crudo ci presenta tutti i difetti di una civiltà ingiusta in cui gli uomini nobili si ponevano ad un livello più alto rispetto a tutti gli altri esseri umani e si ritenevano in dovere di far giustizia come meglio credevano.


La Contessa Bathory, in "La contessa nera", è per certi versi giustificata per le sue inumanità proprio perché spinta dalle difficoltà della vita e della civiltà della sua era e del suo rango. 
Ci ritroviamo infatti di fronte ad una donna, per niente forte, ma al contrario molto insicura di sé e molto instabile emotivamente che fino alle ultime pagine del libro non fa che ripetere di aver commesso torture ed omicidi solo per salvaguardare il suo rispetto. 


Imperdonabile e disgustoso il vero personaggio storico, molto coinvolgente invece la Contessa vista con gli occhi della scrittrice... anche se il finale mi ha lasciato un pò di amaro in bocca! Avrei desiderato che il quadro si chiudesse in modo più definito e non così vago come invece stato!


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4 commenti:

  1. Storia veramente molto interessante! Bella recensione, mi hai invogliata a leggerlo ;)

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  2. Mi fa davvero piacere che ti sia piaciuta!! ;)

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  3. Mannaggia, bramo questo libro da tempo. La tua è una recensione ben fatta, peccato per il finale che lascia un po' spiazzati...

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  4. Annie, io ti consiglierei di procurartelo perché nonostante il finale è una storia molto interessante!!!

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