sabato 16 aprile 2011

New entries in my library (21)

Decimo appuntamento con la rubrica New Entries in My Librarynata per presentarvi tutti i nuovi titoli che arrivano nella mia libreria ! Ricordo che questa rubrica non sarà però periodica ma ne usufruirò solo nei giorni in cui ho delle novità da condividere con voi! Ed oggi ne ho due, entrambe molto attese!




Per il primo libro, attesissimo, devo ringraziare la casa editrice Mondadori che mi ha gentilmente inviato una copia in omaggio e ne ha anche messa una a disposizione per voi utenti (trovate il giveaway qui, che rimarrà aperto ancora un paio di giorni quindi affrettatevi)!


Titolo: Meterra
Autore: Andrea Cisi
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus italiani
Prezzo copertina: 19,50 €
Pagine: 564
Trama:
In una Genova cupa e tentacolare, dove bande di ladruncoli si dividono tra il borseggio nei vicoli e mirabolanti sfide a biglie sopra i tetti della città vecchia, Mimì Maresco è la campionessa del suo Carruggio. Ma il giorno del suo tredicesimo compleanno Mimì perde il titolo, distratta da una voce insistente che l’attira in modo irresistibile verso una grata: è il passaggio per Meterra, luogo incantato abitato da razze stupefacenti, dove un tempo – prima che i malefici Zerf portassero la discordia – fra Umani, Diafani e Bleurl regnava l’armonia. Il contatto tra Meterra e il nostro mondo è ormai affidato solo alle scale di vento e nubi di Nebula, che Mimì percorrerà per scendere fra le sue genti. Perché a Meterra scoprirà di essere una discendente delle fate, la “rifugiata” che tutti aspettano, l’unica in grado di riportare la pace. E, proprio per questo, anche la nemica che gli Zerf intendono a ogni costo eliminare. Tra fughe disperate, scontri all’ultimo sangue e incredibili sfi de a biglie, prende vita un romanzo d’avventura e formazione che ci parla di amicizia, di armonia fra i popoli e del lungo, difficile cammino di una bambina che desidera tornare a casa.

Per il secondo devo ringraziare la casa editrice Garzanti che mi ha sorpresa con questo libro che non mi aspettavo di ricevere ma che ho apprezzato molto ugualmente!


Titolo: L'uomo senza radici
Autore: Dieter Schlesak
Editore: Garzanti
Prezzo copertina: 18,60 €
Pagine: 462

Trama:
Dopo decenni di peregrinazioni, uno scrittore tedesco nato in Transilvania, e ora in esilio, ha trovato il suo rifugio tra i boschi della Garfagnana, vicino a Lucca. 
Ma proprio quando pensava di poter godere dei suoi ultimi anni in serenità, la morte della madre apre in lui una voragine incolmabile. 
Perché esistono assenze, scomparse, vuoti più presenti del presente. 
Defunti il cui ricordo impregna e impegna la mente più di quanto la loro concreta e tangibile vicinanza non avesse mai fatto nei giorni in cui eravamo loro accanto. 
È per questo che ora lui deve partire. 
Partire per esaudire le ultime volontà della madre. 
Partire per riempire il vuoto così opprimente. 
Si deve imbarcare in un viaggio a ritroso verso la sua patria perduta, la Transilvania, la terra dei suoi antenati, una terra di minoranze etniche, multiculturale, dove convivono tedeschi, ungheresi, rumeni. 
Un viaggio che per il protagonista diventa anche un'indagine di sé stesso e delle proprie radici, e che lo spinge ad affrontare il passato. 
Un passato che porta dentro di sé la memoria dolorosa dei lager, della seconda guerra mondiale, del nazismo, ma anche le contraddizioni e le ombre del dopoguerra e del regime comunista. Un romanzo che può essere considerato la continuazione ideale del Farmacista di Auschwitz, di cui riecheggia le atmosfere e i contenuti, soffermandosi in particolare sulla condizione dei tedeschi dell'Est, «tedeschi abbandonati nel Far East europeo», separati dai confini ma uniti da una grande civiltà letteraria e musical-filosofica.
Con L'uomo senza radici Dieter Schlesak si conferma testimone poetico della crisi morale, culturale e sociale della Mitteleuropa, un mondo variopinto ormai sparito, qui indagato nelle sue pieghe più sofferenti così come nei momenti di pura luce. Una scrittura intesa quale unica ed estrema salvezza rispetto alla «furia del dileguare» che ha travolto un'epoca e una comunità. 

Che ne dite? Come vi sembrano queste new entry?

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