mercoledì 12 gennaio 2011

Recensione : " Il tempio degli eterni " - Patrick Woodhead

Il libro che sto per proporvi sarà in libreria tra pochissimi giorni, sarà infatti distribuito il 13 gennaio.
Io ho avuto il piacere di riceverne il formato ebook dalla casa editrice Newton Compton ed ho quindi potuto goderne la lettura in anteprima!
L'avevo già presentato pochi giorni fa, ma rinfreschiamoci comunque la memoria con un pò di notizie generali sul libro in questione e sul suo autore.

Titolo: Il tempio degli eterni
Autore: Patrick Woodhead
Editore: Newton Compton
Prezzo copertina: 14,90 €
 Pagine: 382

Trama:
Luca Matthews ha una grande passione: la montagna. Una volta ha tentato una scalata sull’Himalaya con il suo amico Bill Taylor, e ora è ossessionato da un unico pensiero: è certo di aver visto una vetta che non risulta su nessuna mappa, una strana cima a forma di piramide apparsa per un attimo e subito svanita tra le nuvole. Quella volta i due giovani non hanno potuto proseguire a causa di un malore, ma qualche tempo dopo tornano in Tibet determinati a chiarire il mistero. Il percorso è lungo e impervio e i due scalatori vengono sorpresi da una tempesta. Feriti e spaventati, non hanno altra scelta che affidarsi a una misteriosa ragazza del posto, che promette di portarli in un luogo sicuro. E dopo un faticoso cammino tra le alture gelide e inesplorate, si ritrovano davanti a uno splendido monastero nascosto tra le montagne: una fortezza millenaria che i monaci tibetani difendono a costo della vita…


Recensione:
" Il tempio degli eterni " ... un titolo carico di mistero ed allusioni ad anticipare una storia altrettanto misteriosa, come avvolto da un alone di mistero e dubbio rimane il mio giudizio su questo libro.
In genere non apprezzo i libri che gettano in faccia al lettore tutto quello che c'è da sapere già nel primo capitolo perchè in questo modo si perde il gusto di scoprire, insieme allo scrittore, tutti i colpi di scena e i vari dettagli della storia. A parer mio la curiosità del lettore dovrebbe aumentare con il susseguirsi dei capitoli. La fretta è quindi un difetto... difetto che però non appartiene a questo libro che dedica invece un terzo del libro all "introduzione" a quello che sarà il fulcro della storia!
La parola e l'argomento " Beyul " , ovvero i templi di massima illuminazione dei monaci tibetani, nonchè l'equivalente leggendario del Santo Gral nella religione cristiana, non viene nemmeno accennato per le prime 70 pagine circa. E il lettore nelle precedenti pagine cosa dovrebbe fare? Crogiolarsi nella noia della quotidianità del protagonista Luca, figlio di un imprenditore di auto che rinnega il lavoro nell'azienda di famiglia per fare lo scalatore??
Eccessivamente piatta è quindi, secondo me, la parte iniziale della storia in cui l'unico colpo di scena è l'avvistamento di una strana montagna a forma di piramide. Avvistamento avvenuto durante la scalata di un'altissima montagna, il Makalu, di Luca e il suo amico Bill. Amico che lo affianca per il resto della storia.
Andando avanti con la lettura devo ammettere che il ritmo inizia pian piano ad accellerare e a metà libro circa... finalmente... il lettore viene catapultato nell'avventura. I due amici decidono di partire alla ricerca di questa misteriosa montagna che sembra avere molte cose in comune con i leggendari Beyul e in questo viaggio si trovano ad affrontare vari ostacoli: la burocrazia tibetana, un viaggio fatto illegalmente, villaggi contaminati dal colera, tempeste di neve, orsi inferociti...come se non bastasse ci sono le forze dell'ordine cinesi a tallonarli, questi ultimi più interessati a scoprire la collocazione del Beyul che ai due scalatori.
La storia quindi si fa man mano più interessante ma mai sufficientemente da farti apprezzare appieno il libro: i personaggi hanno poco carisma e personalità, le descrizioni dei luoghi e fatti sono appena accennate e il linguaggio è difficile da inquadrare ( a tratti è eccessivamente pacato, a tratti invece troppo acceso) . La storia dei Beyul e dei monaci tibetani che hanno un tesoro ed un segreto da custodire e proteggere dalle forze armate cinesi è molto appassionante ma in questo libro è stata utilizzata solo come "sottofondo".
A parer mio l'autore è stato un tantino superficiale durante il racconto di leggende e fatti importanti e troppo minuzioso invece nelle parti banali e prive di importanza. Un punto a suo favore va però per i colpi di scena del finale, che è forse la parte che ho apprezzato di più di tutto il libro!

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