mercoledì 29 settembre 2010

L'eleganza del riccio - Muriel Barbery

Titolo: L'eleganza del riccio
Collana: Dal Mondo 
Area geografica: Letteratura francese
Traduzione: Emanuelle Caillat / Cinzia Poli
Pagine: 335
Prezzo copertina: 18,00 €



Trama:
Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maìtres a penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.
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"L'eleganza del riccio (L'Élégance du hérisson) è un romanzo del 2006 scritto da Muriel Barbery. Il libro è stato una delle sorprese editoriali del 2006 in Francia: ha infatti avuto ben 50 ristampe ed ha venduto oltre 600.000 copie, occupando il primo posto nella classifica delle vendite per trenta settimane e vincendo numerosi premi letterari tra i quali il Premio Georges Brassens 2006, il Premio Rotary International ed il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi.
L'edizione italiana, inizialmente diffusasi principalmente grazie al passaparola dei lettori, ha raggiunto nel febbraio 2008 il primo posto nella classifica generale delle vendite editoriali"

Questo è il modo in cui wikipedia presenta questo romanzo ai lettori.... numeroni e ottime posizioni in classifica che senza dubbio invitano i molti ad avvicinarcisi! Continua poi a far notare le numerose e interessanti citazioni filosofiche, citazioni che, all'inizio della lettura possono sembrare entusiasmanti ma che  avventurandosi nella storia risultano alquanto superficiali e anche incomprensibile ( cosa che mi lascia perplessa considerando che l'autrice è proprio una docente di filosofia )! A parer mio è stata un'idea brillante e innovativa sulla quale però l'autrice ha perso poco tempo!
Ed ora chiedo a tutti coloro che hanno letto il libro: cosa c'è di interessante in 335 pagine in cui non c'è nient'atro che una lunga , logorroica e monotona descrizione di una portinaia che reprime le sue capacità e i suoi interessi intellettuali ? Cosa c'è di emozionante nella descrizione di un palazzo i cui abitanti non fanno mai nulla di interessante? In cui l'unica giornata leggermente diversa dalla normale quotidianità è quella in cui due cani provano a corteggiarsi con un risultato appena appena comico ( diciamo che ti fa leggermente sorridere, niente di più)!
Un piccolissimo spiraglio di luce ce lo regala forse il personaggio, se pur strampalato, della piccola Paloma... o meglio , lo spiraglio di luce ce lo regalano alcuni dei suoi "pensieri profondi"...ve ne riporto uno:

"La gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia.
Mi chiedo se non sarebbe più semplice insegnare fin da subito ai bambini che la vita è assurda.
Questo toglierebbe all'infanzia alcuni momenti felici, ma farebbe guadagnare un bel po' di tempo all'adulto-senza contare che si eviterebbe almeno un trauma, quello della boccia."

Pensiero questo, che pur essendo molto carino, mi sembra decisamente impossibile possa venire da una bambina di 12 anni (pur essendo lei un piccolo genietto)!
Tutto il libro mi è sembrato un lungo elogio all'Arte e alla sua bellezza e soprattutto un lunghissimo elogio alla grammatica, tanto da farla sembrare una lezione scolastica (troviamo addirittura la spiegazione di quando e dove dovrebbe essere usata la virgola, con tanto di esempi.... mancano solo gli esercizi per casa! ).
Il mio consiglio è: non comprate questo libro, è decisamente noioso, la lettura non è scorrevole, le citazioni filosofiche insensate e spesso sconclusionate e la vita dei personaggi poco emozionante... e non sperate di rifarvi con il finale, nessun colpo di scena o meglio, il colpo di scena c'è ma è scritto in modo così piatto che in me non ha suscitato un bel nulla!  


Voto:
/10





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